Allevare Capre Cashmere.

La storia del Sud Africa e della diffusione della capra da cashmere : una scelta sostenibile.

Giasone Cashmere è felice di raccontarvi la storia di come un programma di sviluppo in Sud Africa abbia coinvolto le capre cashmere …

south africa

Ad inizio anni 90 del secolo scorso, tramite il programma di sviluppo  e ricostruzione in Sud Africa (Reconstruction and Development Programme of the new South Africa) l’idea dello sviluppo di una filiera di produzione del cashmere è apparsa quale ottima opportunità per rivalutare il territorio e favorire l’occupazione in quelle fasce della popolazione aventi scarsa scolarizzazione e sovente posizionate ai margini della società, in condizioni di povertà.
Inoltre la possibilità di favorire la nascita di una filiera connessa al design e alla produzione di accessori e vestiario in cashmere appariva un’ottima opportunità alla soglia di un mercato globalizzato.
La prima tappa del progetto si è costituita nel 1995 con un business plan comprendente tre anni di studi coinvolgendo il Grootfontein Agriculturale Development Institute (GADI) di Middelburg e il Döhne Agricultural Research Council di Pretoria in accordo con il CSIR Division of Textek di  Port Elisabeth come ente certificatore della fibra raccolta (tramite fiber test). L’analisi sulla capra quale animale che meglio si potesse adattare a quel clima ed ambiente fu fatta semplicemente dalla tradizione storica di pastorizia della regione.
Lo studio iniziale sulla tipologia di capre a disposizione sul territorio si è focalizzato su quattro tipologie di capre presenti sul territorio: Capre Boere, Capre Savannah, Capre Indigene e Capre Gorno Altai.


Per suddividere gli step di creazione di un consociativismo orientato a uno sviluppo complesso sono stati affidati compiti differenti a tutti i partecipanti, coordinando riunioni periodiche (trimestrali) con cui fare il punto della situazione.
Basta immaginare a tal proposito che anche solo le differenze linguistiche e culturali richiedevano che uno dei partecipanti svolgesse traduzioni periodiche e creazione di opuscoli comprensibili per i pastori delle diverse etnie. La stessa raccolta della fibra (organizzata dell’ Extension Office del governo) non è stata facile nei periodi iniziali.
Lo studio sulle quattro tipologie di capre scelte, tutte accomunate da una basilare produzione di cashmere, ha preso come riferimento 2000 capi di bestiame posseduti da Università, pastori e aziende private.
La seconda tappa del business plan, dopo la iniziale raccolta di fibra è stata la creazione di un database con i dati raccolti, accessibili da tutti gli attori coinvolti.
I dati raccolti in numerose statistiche hanno permesso una comparazione per decidere su quali animali puntare maggiormente.

Capre Boere Savannah Capre Indigene Capre Gorno Altai
Diametro sottovello 16.0 – 18.5 μ 16.0 – 18.5 μ 14.0 – 16.5 μ 18.5 – 19.0 μ
Lunghezza sottovello 20 -31 mm 20 -31 mm 15 -31 mm 28 -31 mm
Crimp Sottovello Buono Buono Buono Pessimo
Peso Sottovello 10 -50 g 10 -50 g 5 -15 g 100 -500 g
Esempio di dati raccolti dalla indagine statistica iniziale su 2000 capre.

Analizzando le varie tipologie e valutando ad esempio la differenza sensibile del duvet raccolto nei vari casi hanno permesso di fare ipotesi su processi simili a quelli dello sviluppo del caashgora nel caso delle capre Gorno Altai.
Arrivati a questo stadio si è deciso di fare intervenire chiaveva conoscenze più ampie sulla commercializzazione successiva del prodotto per valutare due tipologie di capre su cui lavorare e così si sono scelti come valore soglia 18.5 μ rivalutando, nonostante la scarsa quantità del sottovello prodotto se confrontate con le capre Gorno Altai, le Capre Boere.
Nell’agosto del 1998 il progetto ha avuto il via con la fase 2 con cui sono stati importati dall’Australia 5 maschi e 60 embrioni con i quali si sono scelte le pianificazioni (F1 e F2-generation) per la selezione del gregge pilota.
La diffusione del genotipo selezionato si è seguita proseguendo i test sulla qualità anche della carne prodotta dalle nuovi greggi, elemento che per ancora un decennio ha rappresentato per quei pastori la fonte principale, fino al raggiungimento di valori soglia di produzione del cashmere, elemento chiave che ha permesso un embrionale sviluppo di una filiera del cashmere sostenibile e con una forte ricaduta sociale e territoriale.

Giasone Cashmere

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Riferimenti:
Couchman R.C, 1998, Recognition of Cashmere down on South Africa Boer goat. Small Rum. Res, 1: 123-126

Barry, D. M. and R. A. Godke, 1994, Historical development of the boer goat breed. Fibre News. April / May p. 18

Peterson D. and Newmann S.A., 1995, Boer puts weight gain into cashmere cross kids, Fibre News, January, 21.